È quanto emerso dalla ricerca condotta dal team dell’Osservatorio IULM sull’Artificial Intelligence Marketing e promossa dall’Executive Master in Data Management & Business Analytics – DMBA.

Ieri, in occasione dell’evento “Big Data & AI: The Future of Marketing”, tenutosi presso l’Università IULM di Milano, si è parlato degli attuali scenari e dei futuri trend di sviluppo delle soluzioni di Intelligenza Artificiale a supporto dei processi di marketing e di business. Uno dei principali quesiti su cui si sono confrontati alcuni big player del settore (tra cui SKY Italia, IBM, Accenture, Adnkronos e BNL) ha riguardato i tempi di penetrazione dell’IA nel nostro Paese.

Le applicazioni di IA sono molteplici e ancora non tutte prevedibili. Quindi tra 10 anni è possibile che ci staremo ancora interrogando su come poter usare i big data

“Con l’IA siamo solo all’inizio” ha dichiarato Lisa Di Sevo (CIO Partner di PranaVentures). Bisogna però riuscire a regolamentare questo mercato perché oggi l’innovazione corre troppo veloce per riuscire a gestire correttamente tutti i processi. Secondo Guido Di Fraia – Direttore dell’Osservatorio IULM sull’Artificial Intelligence Marketing e Ideatore del Master DMBA – “sono i silos organizzativi che impediscono una disseminazione di competenze”. Solo qualche anno fa il digitale è entrato nelle nostre vite aiutandoci in questo, facendo dialogare i reparti d’azienda. Ed è esattamente questo che faranno le soluzioni di intelligenza artificiale, ma a un livello ancora superiore. Nel campo della medicina, riporta Davide Bottalico, Direttore Generale di Takeda, stiamo vivendo le ultime fasi un Medioevo. Oggi, sequenziare il genoma umano ha un costo molto più ridotto rispetto al passato (1.000 euro rispetto a un milione di qualche decennio fa, e in futuro arriverà a costare quanto costano oggi le analisi del sangue!). Questo significa che, ben presto, sarà possibile confrontare i cambiamenti del genoma e quindi scoprire una patologia ancor prima del manifestarsi di una sintomatologia. Attualmente il settore farmaceutico sta lavorando molto su applicazioni di radio frequenza in grado di pre-settare il codice genetico delle persone. Tutto questo rivoluzionerà notevolmente la medicina tradizionale.

Le piattaforme di IA su cui investono i top player

Intelligenza Artificiale: scenari futuri

I futuri scenari dell’Artificial Intelligence Marketing

In IBM, fa sapere Cristina Ingrassia, l’IA è conosciuta sotto il nome di Watson: una piattaforma in grado di parlare, comprendere, leggere e interagire. Fare ragionamenti e proporre ipotesi di soluzioni alle domande che poniamo. SKY, invece, sta sviluppando una tecnologia che abilita la conoscenza di ciò che il pubblico guarda e di come lo guarda. Per pubblico, precisa Marco Cerri Head of Marketing Analytics presso Sky Italia, si intende l’intero nucleo famigliare, formato da componenti diversi con molteplici esigenze. Ed è qui che intervengono algoritmi e strutture di analisi evolute in grado di capire comportamenti e caratteristiche dei singoli clienti.
In buona sostanza, l’IA è un investimento che si ripaga da solo. È questo il parere di Federico Laschi – Senior Manager di Accenture. Infatti, grazie alla potenza di calcolo degli strumenti oggi a disposizione è possibile processare i dati in tempi estremamente più brevi rispetto a quelli richiesti dalla mente umana.

L’Intelligenza Artificiale è strettamente correlata all’Intelligenza umana

Intelligenza Artificiale in Italia

Momento di confronto sull’utilizzo dell’IA in Italia

Non va dimenticato che l’IA è una tecnologia creata per le persone e dalle persone.

La cosa più importante non è la tecnologia, ma le persone che la applicano

Sono loro a creare gli algoritmi che permettono di gestire tutte le operazioni e i processi in azienda, ha affermato Lorenzo Viscanti – Founder di Mapendo. Anche nel settore bancario, la componente umana rimane indispensabile. Il supporto di sistemi di IA, aggiunge Luigi Maccallini di BNL Group, serve prevalentemente a raggiungere due obiettivi: abbattere il cost to serve mantenendo alta la soddisfazione del cliente e profilarlo meglio, arricchendo il first party data.

I risultati della ricerca IULM sull’Intelligenza Artificiale in Italia

Qual è l’effettivo livello di maturità delle aziende italiane nell’uso di sistemi di IA? A svelarlo, i dati della ricerca condotta dall’Osservatorio IULM: solo il 20% del campione dichiara l’effettiva adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale e, di questo, solo il 5% a livello maturo.

Utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nelle aziende italiane

Consapevolezza dell’IA da parte delle aziende italiane

La ricerca, condotta attraverso una survey online in modalità CAWI (nel bimestre aprile-maggio 2018) ha dimostrato che, nonostante il 75% delle aziende italiane sappia cosa sia l’IA e dica di conoscerne le potenzialità per il marketing e la comunicazione, poche utilizzano soluzioni evolute per l’analisi dei Big Data. Le principali barriere sono: la carenza di risorse economiche (57%), la scarsa consapevolezza del mezzo (51%) e la mancanza di figure formate sul tema (31%). Inoltre, nel 34% dei casi l’intelligenza artificiale viene associata a due soli aspetti, (ro)bot e chat.

Intelligenza artificiale nelle aziende italiane

Percezione dell’IA in azienda

Ne consegue uno scenario italiano di ancora scarsa consapevolezza, contraddistinto da un sistema a due velocità e da un allarmante “AI-Divide”: da una parte, una piccola minoranza di imprese stanno affrontando con il giusto approccio le incredibili possibilità che i sistemi di IA possono offrire a tutti i livelli dell’organizzazione aziendale; dall’altra, la maggioranza appare incerta, poco consapevole o convinta che tale tecnologia non sia per loro.

In definitiva, le potenzialità offerte da questa nuova tecnologia sono molteplici e probabilmente la maggior parte di queste ci sono ancora sconosciute. “Sono tecnologie che cambiano i paradigmi di convivenza, l’antropologia stessa dell’essere umano” ha affermato Guido Di Fraia a conclusione dell’evento, invitando tutti ad aprire un dibattito sul tema per capire insieme cosa diventerà il mondo a seguito di questa rivoluzione industriale, sociale e umana.

 

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Indagine sul livello di adozione e utilizzo dell'Intelligenza Artificiale in Italia

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