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Venerdì 30 novembre incontriamo il Dott. Alfonso Zito, che in questa lezione ci farà muovere i primi passi nella Big Data Strategyconosciamo le caratteristiche dei Big Data, dobbiamo comprendere i passi necessari per sfruttarne appieno le potenzialità.

Una strategia di valore deve:

  • Identificare l’obiettivo di business
  • Selezionare quali sono le fonti dati necessarie
  • Analizzare i dati con strumenti appropriati alle fonti
  • Organizzare tempi e risorse coerentemente al progetto

Ad ogni passo, è fondamentale porsi le giuste domande. Per convincerci, Alfonso chiede aiuto a Douglas Adams:

 

Una Big Data Strategy ben fatta può migliorare la qualità e la velocità del decision making?

Zito ci risponde con la case history di Sprint, una compagnia telefonica statunitense.
I risultati del marketing erano scarsi, vendere uno spazio pubblicitario un’impresa titanica.
Questo finché, grazie all’utilizzo dei dati GPS, la targettizzazione dell’ADV è stata notevolmente migliorata.
Il risultato? Da 0 a 6 miliardi di impression in 3 anni.


I Big Data possono aiutarmi a
ottimizzare le Operation?

Certo, grazie alla capacità di predizione che una buona analisi può sviluppare.
Rolls Royce, ad esempio, ha inserito sensori che raccolgono dati nei motori dei boeing.
Questo consente un monitoraggio costante delle performance e, quindi, di anticipare la necessità di manutenzione.


Posso
Monetizzare i miei asset?

Sì ma, solo se hanno determinate caratteristiche:
– il volume dei dati deve essere importante oppure fornire informazioni altamente specifiche
– gli asset devono essere scalabili

Chiudiamo la prima parte della lezione con una riflessione sul cambiamento che queste tecnologie stanno apportando alla vita di tutti i giorni, le luci e le ombre.

Dopo pranzo accogliamo un’ospite: la Dott.ssa Antonella Mele SEO Manager in Omnicom Media Group.
Grazie al suo intervento scopriamo che è possibile implementare una Big Data Strategy attraverso quelle attività che ci permettono di migliorare la visibilità e l’autorevolezza di un sito sui motori di ricerca.

Innanzitutto, esistono diverse tipologie di SEO che richiedono professionalità e azioni diverse:

Tecnico, che riguarda l’architettura di un sito, la navigazione, l’accessibilità
On-Site, relativo a meta dati, contenuti editoriali, creativi e immagini
Off-Site, ovvero link building, content marketing, gestione dei social media

Inoltre, approcciamo alcuni tool utili all’analisi di un sito web al fine di impostare una strategia di search engine optimization: Screaming Frog, Deepcrawl, Botify, Google Search Console, Majestic Site Explorer.

Chiudiamo la lezione di venerdì introducendo il macrotema che ci accompagnerà anche nella sessione del sabato: il passaggio dai Dati agli Insights.

Con l’ospite di sabato mattina, la Dott.ssa Beatrice Bottoni Digital Analyst in Annalect, introduciamo una disciplina specifica che analizza informazioni qualitative e quantitative per garantire un continuo miglioramento dell’esperienza dell’utente di un sito: la Web Analytics.

Definiamo innanzitutto un vocabolario comune specificando cosa si intende per Dimensioni e Metriche, dopodiché approcciamo la piramide che ci illustra il valore dei dati a nostra disposizione:

La fase di set up delle metriche, delle proprietà e delle dashboard è fondamentale.
Anche oggi torniamo su un concetto basilare: farsi le domande giuste è l’unico modo per ottenere risposte utili.
Dobbiamo conoscere il nostro business e i nostri obiettivi per capire quali siano le attività davvero importanti da tracciare.


Adesso è il momento di misurarci in pratica con lo strumento di Web Analytics più diffuso: entriamo in Google Analytics.

GA è uno strumento potente, che ci dà informazioni sul traffico di un sito web e sulla percezione del brand, analizza i contenuti, il grado di interazione degli utenti e i loro percorsi di navigazione.

Per il resto della mattinata smanettiamo felicemente, esploriamo grafici a torta, istogrammi, diagrammi cartesiani e scopriamo quanto possano essere articolate le campagne di Display Advertising.

Ci siamo entusiasmati e ci salutiamo con una domanda (di quelle giuste): Ce la faremo a ottenere la GAIQ (Google Analytics Individual Qualification)?

 

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