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L’utilizzo dei Big Data nell’ottimizzazione dei processi aziendali è il tema inaugurale del settimo modulo dell’Executive Master DMBA.

I partecipanti, però, devono prima cimentarsi con l’ultimo test valido per l’assegnazione del Premio di studio messo in palio da VEM Sistemi.

Dopo la prova comincia il weekend di lezione: incontriamo Anna Sirica, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Italiana Lorenzo Bellafiore Head of Business Process nello stesso ente.

Anna ci racconta del suo ingresso in Agenzia per farci capire come davvero i Big Data possono ottimizzare i processi di business.

Nel 2015, la splendida sede è l’unica cosa davvero tecnologica in ASI: faldoni, carrelli pieni di carta si muovono sospinti dai “camminatori” (sic!).

Nello stesso anno Samantha Cristoforetti aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale a bordo della Sojuz.
Così, per dire.

Perché questa sproporzione?

Anna ha le idee molto chiare: la PA deve imparare a fare management, gestione e non solo amministrazione.

Ogni tecnologia viene guardata con sospetto all’inizio, ma adesso abbiamo tutti gli strumenti per un salto di qualità a portata di mano.

I Big Data ci consentono di essere visionari e lungimiranti, abbiamo applicativi e potenza di calcolo che ci consentono di gestirli.

Anche Lorenzo Bellafiore, rimarca questo punto: la frase più pericolosa di tutte è “abbiamo sempre fatto così”.

Anna ci aveva avvisato: le norme vanno bene, ma bisogna scardinare il potere che la burocrazia esercita sui processi.

 

Il cambiamento dei processi grazie ai Big Data è un momento complesso e va accompagnato.

Per consentire a un cambiamento di prendere piede sono, però, necessarie delle regole fondamentali, tutte guidate dall’attenzione verso le persone.

Il cambiamento deve partire dall’interno, dall’ascolto e dal coinvolgimento di chi è immerso nel contesto.
Questo non lo rende completamente indolore, ma di certo ne assicura il successo qualitativo.

Perché ottimizzare un processo significa lavorare in ottica qualitativa: velocizzare non significa trasformare. 

Grazie ai servizi Microsoft di cui ci ha parlato Alessandro Maserati, come ci spiega Lorenzo, adesso l’Agenzia Spaziale Italiana ha un sistema gestionale completamente differente dal passato.

Tutta la documentazione è accessibile e protetta in cloud, il controllo dei processi avviene in tempo reale, il ciclo approvativo è diventato dinamico…

Certo, non tutte le Istituzioni sono allo stesso punto del percorso verso l’automazione e ci sono altre sfide all’orizzonte, ma né Anna né Lorenzo sembrano volersi arrendere facilmente. 🙂

Ma durante questo weekend abbiamo conosciuto anche Diego Pennacchioli e incontrato nuovamente Marco Cerri e Alfonso Zito.

Ognuno ci ispirerà con casi di studio relativi all’ultima fatica che i partecipanti dovranno affrontare quest’anno: fingersi Società di Consulenza e scegliere un caso per cui proporre un Project Work.

D’altra parte il settimo e ultimo modulo del percorso formativo si chiama Intelligence @Work.

Diego ci presenta i progetti SKY per ricercare degli utenti ‘social preminent’, ovvero che comunicano molto e con efficacia sui social e individuare gli innovatori.

Dopodiché, approdiamo al caso Kids con una slide con cui ci sentiamo molto in sintonia: a Milano le temperature hanno superato il limite del sopportabile, ma nella nostra aula il fresco non manca 😀

Un modello non supervisionato può generare uno score di probabilità della presenza di bambini in famiglia attraverso lo studio dei comportamenti e l’apprendimento delle abitudini di consumo, seguendo i cambiamenti del nucleo familiare.

Ispirati da Anna Sirica facciamo i visionari, ci proviamo insomma: “Ma così è possibile coltivare i clienti fin da bambini!”
Va beh… Non esageriamo 😀

È la volta, quindi, di Alfonso Zito che ci porta nel mondo Automotive: un vero caos di dati.

Innanzitutto ce ne sono di strutturati e non strutturati, poi un cliente può essere un acquirente o qualcuno che ha usufruito di servizi, ci sono i dati provenienti dagli asset digitali della casa automobilistica, quelli che è l’automobile stessa a fornirci…

Insomma, se l’obiettivo nel nostro caso di studio è comunicare un messaggio personalizzato all’utente, dobbiamo procedere con un’importante Data Normalization prima di poterne sfruttare le informazioni per i nostri obiettivi di business.

A chiusura dei casi di studio, Marco Cerri ci presenta i brief tra cui scegliere per lavorare al nostro Project Work, la settimana prossima.

Ma l’aula del Master DMBA (docenti inclusi) non ha voglia di aspettare e scopre immediatamente dopo la lezione come mettere in pratica le nozioni apprese:

  • Coinvolgimento di tutti nel cambiamento, a prescindere dai ruoli
  • Le competenze trasversali sono fondamentali: il lavoro di squadra le arricchisce
  • L’automazione dei processi semplifica la vita, ma l’empatia non potrà mai essere completamente sostituita

 

 

 

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