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L’ultimo weekend di lezione sul Cognitive Computing e sull’Intelligenza Artificiale inizia in maniera atipica nell’aula del Master DMBA: per ben quattro ore, infatti, i partecipanti hanno modo di dedicarsi in aula al Project Work che stanno realizzando per concorrere al Premio di Studio messo in palio da Oneydata.

I gruppi sono costituiti, il tempo comincia a stringere e i tutti si impegnano al massimo.
Al limite dello stupefacente, a dire il vero…

“Potete anche fare un paio di pause caffè, se volete, in questa prima parte della giornata…”
Macché: tutti chini sulle macchine!

Dopo una mattinata di lavoro ‘matto e disperatissimo’, però, ci si può concedere una pausa pranzo un po’ più abbondante del solito, anche nelle quantità. 🙂

Ben rifocillati facciamo, quindi, conoscenza con Alessandro Maserati, Artificial Intelligence Manager di Logol, che ci guiderà per le ultime 8 ore del nostro weekend di studio attraverso i Servizi Microsoft disponibili sulla piattaforma Azure.

Alessandro contestualizza il suo intervento attraverso la dimostrazione che l’Intelligenza Artificiale sta costantemente superando tutte le previsioni di crescita
E non si parla solo delle aspettative dell’uomo comune, a restare a bocca aperta sono anche gli addetti ai lavori.

L’AI cresce con un fattore 10 di anno in anno.

Il che significa che la sua pervasività non la porta a passare solo da quel che si pensava impossibile a ciò che è possibile ma addirittura a ciò che risulta quasi banale.

Cosa è riuscita a fare, ad esempio?

Creare un’opera d’arte battuta all’asta da Christie’s

Ma com’è possibile che l’Intelligenza Artificiale sia arrivata a questo punto?

In tutti i sistemi complessi, il corpo umano per esempio, ogni livello fornisce un punto di vista sull’insieme completamente diverso, incomunicabile agli altri.
L’Intelligenza Artificiale risolve proprio questo problema di comunicazione: l’AI può dare informazioni su un livello del sistema, analizzandone un altro.

Ovvero, l’AI può risolvere problemi non algoritmizzabili.

Questo succede attraverso reti complesse, chiamate Convolutional Neural Network.
Ce ne sono tantissime e ne vediamo alcune: Autoencoder, Variational Autoencoder, Sparse Autoencoder

A questo punto è necessario chiedersi su quali aspetti del business queste capacità sorprendenti stiano avendo maggiore impatto:

  • Data Acquisition Strategy
  • Data Value Chain
  • Customer Journey

Anche Alessandro, però, ci tiene a chiarire qualcosa che noi ben sappiamo: l’Intelligenza Artificiale può ancora sbagliare ed essere ‘aggirata’.
“Beh, certo…” risponde l’Aula: “Sta imparando!”

La seconda parte del nostro incontro è dedicata a un’analisi approfondita dei Microsoft Cognitive Services.

Una serie di strumenti integrabili semplici all’uso, flessibili e testati.

Ci addentriamo, grazie alla grande competenza di Alessandro, nelle macroaree in cui i MCS sono suddivisi:

  • Vision
  • Speech
  • Language
  • Decision
  • Search

Dopodiché, cominciamo ad analizzare tutte le funzionalità, ben 60, capendo cosa sanno fare e indagando nel dettaglio la potenziale applicazione di ciascuna a vari settori del mercato.

Ormai sappiamo che i partecipanti al Master DMBA formano un gruppo eterogeneo e quindi le idee non mancano di certo.
Bisogna ammettere anche che, come previsto, è quando si parla di cibo e spesa che la nostra fantasia esplode in mille, innovative possibilità di utilizzo 😀

Arriviamo così ad analizzare la sezione più consolidata dei Macrosoft Cognitive Services, quella legata alla lingua e all’analisi del testo.

Sappiamo che i moduli speech to text hanno delle difficoltà di contesto: isolare il rumore di fondo specifico di un ristorante è molto diverso dal fare la stessa cosa in un’officina, così come sono diversi i vocabolari tecnici che utilizziamo nell’una o nell’altra situazione.

C’è da dire, però, che i Cognitive Services mettono a disposizione davvero molti strumenti che, combinati, ci supportano nell’affrontare queste problematiche:

  • Text Analytics
  • Traduzione
  • Spell check
  • Language Understanding (LUIS)
  • Q&A Maker

Concludiamo il nostro weekend nel futuro, insieme ai grandi player che si rincorrono sulla frontiera dell’Intelligenza Artificiale: Microsoft, Google e Amazon.

Qualcuno fa notare che Bing non è esattamente il miglior motore di ricerca per accuratezza… Alessandro è d’accordo, ma ci aiuta a comprendere una cosa più importante: nessuno dei 3 player è migliore degli altri in assoluto ma

la rincorsa è in atto.

Visto che non si finisce mai di imparare, anche dopo tutti questi mesi insieme abbiamo ancora molto da scoprire gli uni degli altri…

Durante una pausa caffè, ad esempio, troviamo un’altra passione che accomuna molti dei partecipanti a questa prima edizione del Master: quella per gli animali.

Ci lasciamo, dunque, con un interrogativo: quando l’Intelligenza Artificiale riuscirà a rassicurare i nostri cuccioli sul fatto che torneremo presto a casa? 🙂

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Indagine sul livello di adozione e utilizzo dell'Intelligenza Artificiale in Italia

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